Un italiano in finale al WSOP
Come si fa ad entrare nella storia del poker italiano? Basta conquistarsi un posto a sedere al tavolo finale del WSOP, il torneo di poker più importante del mondo. E Filippo Candio ci è riuscito. L’ultima sfida del campionato si terrà a novembre e Filippo ha già iniziato la sua preparazione, fatta di tattiche segrete, studio del gioco e la giusta alimentazione.
Siamo strafelici di questo suo grande successo e condividiamo con lui l’ansia dell’attesa per una di quelle partite di poker che di certo possono cambiare la vita e la carriera di un giocatore professionista. Candio si è dichiarato super determinato a vincere il Main Event, ma anche se non dovesse accadere, riuscirà comunque a portarsi a casa un premio da 800.000 dollari.
Cagliaritano, 26 anni, Filippo siederà al tavolo con altri grandi del poker mondiale: Duhamel leader delle fiches ed anche il giocatore più giovane, Dolan, Cheong, Racener, Jarvis canadese come Duhamel, Mizrachi, Nguyen il giocatore più anziano ed infine Senti.
Candio non sarà solo l’unico pokerista italiano, ma anche l’unico europeo a gareggiare per il braccialetto del 41esimo World Series of Poker. Partito con 7.319 partecipanti, il torneo si concluderà il 9 novembre presso il Rio Hotel e Casino di Las Vegas. Il vincitore del tavolo finale si metterà in tasca quello che di certo è il premio di poker più ricco al mondo, la stratosferica cifra di $ 8.944.138.
Lontano dai tavoli da poker, Filippo è un ragazzo come tanti, tifa Cagliari anche se ha come idoli Baresi e Maldini, ama il tennis e lo sport in generale. Terminato il liceo classico si è iscritto a Giurisprudenza, ma non ha ancora concluso gli esami, forse anche perché il poker richiede una dedizione quasi totale. E Filippo ha disciplina e volontà più che sufficienti per avere successo in questo sport. Non ci resta che fare il nostro in bocca al lupo a Filippo e a novembre tutti davanti al televisore!
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Una grande percentuale di giocatori di poker che incontrerete è molto “prudente”. Gli è stato insegnato, o hanno scoperto da soli, che giocando solo con mani iniziali buone gli permette di fare soldi a discapito dei giocatori più deboli, e di conseguenza siedono aspettando pazientemente una buona mano, rifiutando di giocare se non alla grande.