Non giocate con il vostro “ego”
Nessuno sa da dive vengono gli ormoni della competizione nel nostro corpo. Forse c’è un qualche scienziato testa d’uovo che ti dirà che sono prodotti dalla ghiandola pituitaria ma è altrettanto probabile che vengano da una bottiglia di whisky.
Da dovunque vengano, sono quella cosa che porta una persone a sfidare una Ferrari con la sua Camaro modificata, oppure qualcun altro ad entrare in un bar di motociclisti ed ordinare un drink con un ombrellino dentro ed aspettare che qualcuno lo chiami dell’altra sponda.
Anche se a tutti noi piace essere competitivi, dobbiamo ricordare che il poker non è un’attività di uno contro uno, è anche un’attività con la quale cerchiamo di fare soldi. Ciò significa che a volte il nostro orgoglio competitivo dovrebbe fare posto al buon senso e fiscale responsabilità.
Quando ti siedi al tavolo da poker, non ci vuole molto per capire chi sono i giocatori più forti al tavolo. Anche se c’è una vocina dentro di te che proverà a convincerti a sfidare questi giocatori per vedere se le tue capacità sono ai loro livelli, solitamente è una pessima idea.
Se hai preso di mira un giocatore senza un motivo specifico ma perchè si mostra il più forte del tavolo, e tu vorrai mostrare il tuo status di leader, faresti meglio allora a risparmiare tempo e problemi e a firmargli un bell’assegno già da adesso: attaccare qualcuno solo per testare chi è il più forte è un ottima maniera per andare fallito.
La situazione giusta per testare il coraggio di un giocatore è quando hai le carte adatte per provare a vincere, o quando hai trovato nella partita qualcosa di cui ti puoi avvantaggiare. Dare la caccia a un buon giocatore solo per far piacere al proprio ego è una cosa da stupidi.
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